Deniz polisinden Adalar çevresinde 'deniz taksi' denetimi

Secondo il rapporto, che ha analizzato 125 imprese dei settori minerario e manifatturiero, le perdite annuali dovute ai rischi climatici fisici dovrebbero raggiungere circa 26 milioni di euro nel 2035 e 38 milioni di euro nel 2050. Negli scenari peggiori, tale importo potrebbe salire fino a 70-85 milioni di euro.

L'analisi evidenzia che i principali rischi per le imprese sono rappresentati da forti precipitazioni, inondazioni, ondate di calore e temperature estreme. Inoltre, l'aumento dei costi di raffreddamento, il calo della produttività del lavoro e le interruzioni delle catene di approvvigionamento contribuiscono ad aumentare le perdite economiche.

EY denkstatt sottolinea che la Bulgaria è tra i Paesi dell'Unione europea più vulnerabili ai cambiamenti climatici e raccomanda alle aziende di integrare i rischi climatici nella pianificazione del capitale, nella gestione degli asset, nella resilienza operativa e nei processi di valutazione degli investimenti e dei portafogli.

Il rapporto evidenzia inoltre che i rischi climatici fisici potrebbero costituire un rischio finanziario sistemico, in grado di influenzare non solo le imprese, ma anche il settore finanziario, a causa del peso dell'industria nel sistema bancario.

Italy News Agency İtaly News Agency

 

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