Deniz polisinden Adalar çevresinde 'deniz taksi' denetimi

I prezzi spot dell’oro sono aumentati di oltre l’1% raggiungendo un massimo storico di 4.813 dollari l’oncia.

L’indice Hang Seng di Hong Kong è sceso dello 0,12%, mentre l’indice CSI 300 della Cina continentale è salito dello 0,11%.

In Giappone il Nikkei 225 ha perso l’1,28% e il Topix l’1,09%. In Corea del Sud il Kospi è sceso dell’1,09%, mentre il Kosdaq, orientato alle small cap, è calato del 2,2%.

In Australia l’S&P/ASX 200 ha perso lo 0,34%.

Sabato Trump ha dichiarato che le esportazioni da otto Paesi europei saranno soggette a un dazio del 10% a partire dal 1° febbraio e che, qualora i colloqui non riuscissero a consentire agli Stati Uniti di ottenere il controllo della Groenlandia ricca di minerali, tale aliquota aumenterebbe al 25% entro il 1° giugno.

Secondo quanto riferito, i leader europei hanno definito “inaccettabili” le ultime minacce tariffarie del presidente Donald Trump e starebbero valutando misure di ritorsione. Si dice che la Francia abbia invitato l’Unione europea a utilizzare il suo strumento di risposta economica più potente, lo Strumento anti-coercizione (Anti-Coercion Instrument).

I futures azionari statunitensi sono saliti leggermente nelle prime ore dei mercati asiatici dopo che gli indici principali hanno registrato la loro peggiore seduta degli ultimi tre mesi.

Negli Stati Uniti, nella notte, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 870,74 punti, pari all’1,76%, chiudendo la seduta a 48.488,59.

L’S&P 500 è sceso del 2,06% chiudendo a 6.796,86.

Il Nasdaq Composite è sceso del 2,39% chiudendo a 22.954,32.

Per tutti e tre i principali indici si è trattato della peggiore seduta da ottobre. La minaccia di Trump ha innescato una fuga dagli asset statunitensi: i rendimenti dei Treasury USA sono aumentati e il dollaro statunitense si è indebolito.

Italy News Agency İtaly News Agency

 

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