La Palestina condanna gli ostacoli all’accesso degli insegnanti alle scuole di Gerusalemme Est
Ramallah, 1 settembre (Hibya) – Il Ministero degli Affari Esteri e della Diaspora palestinese ha condannato le misure delle autorità israeliane che impediscono a insegnanti e dipendenti provenienti dalla Cisgiordania occupata e in servizio nelle scuole palestinesi di Gerusalemme Est di raggiungere i propri istituti.
Il Ministero degli Affari Esteri e della Diaspora palestinese ha condannato le misure delle autorità israeliane che impediscono a insegnanti e dipendenti provenienti dalla Cisgiordania occupata e in servizio nelle scuole palestinesi di Gerusalemme Est di raggiungere i propri istituti.
In una dichiarazione del Ministero è stato affermato che la pratica ha causato interruzioni e sospensioni delle lezioni con l’inizio del nuovo anno scolastico, sostenendo che ciò costituisce una violazione diretta del diritto all’istruzione degli studenti palestinesi. La dichiarazione afferma che tale pratica rappresenta un attacco contro le istituzioni educative palestinesi di Gerusalemme Est.
Il Ministero ha reagito anche alle pratiche di Israele riguardanti i programmi scolastici. Nella dichiarazione si sostiene che Israele non si limita a occupare e controllare i territori, ma tenta anche di imporre i programmi educativi israeliani.
Nella dichiarazione si sostiene che, attraverso il controllo dell’istruzione, dei programmi scolastici e delle fonti di informazione, si intende modificare anche la narrazione storica, imponendo alle generazioni palestinesi una narrazione diversa e privandole del diritto di conoscere la propria storia, civiltà e identità nazionale.
Il Ministero degli Esteri palestinese ha inoltre condannato il continuo attacco alle istituzioni dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA) nella Gerusalemme Est occupata e il sequestro delle sue strutture.
Il Ministero ha sottolineato che Gerusalemme Est è territorio palestinese occupato e ha sostenuto che tutte le pratiche israeliane volte a cambiare il carattere e l’identità della città, trasformarne la struttura giuridica, demografica, culturale e religiosa o consolidare l’annessione della Cisgiordania occupata sono nulle e illegittime.
La dichiarazione afferma che tali pratiche non conferiranno a Israele alcun diritto o sovranità su Gerusalemme Est e che la tutela dell’identità religiosa, culturale e civile di Gerusalemme costituisce una responsabilità internazionale fondata sul diritto internazionale.
Il Ministero degli Affari Esteri e della Diaspora palestinese ha invitato la comunità internazionale, le Nazioni Unite e gli Stati ad adempiere alle proprie responsabilità giuridiche e politiche.
Il Ministero ha affermato che la comunità internazionale non dovrebbe limitarsi a dichiarazioni di condanna e ha chiesto misure concrete affinché Israele cessi di prendere di mira le istituzioni educative palestinesi, garantisca l’accesso di insegnanti e dipendenti alle scuole e rispetti il diritto all’istruzione degli studenti palestinesi.
La dichiarazione ha inoltre chiesto misure concrete e pratiche per proteggere le istituzioni di Gerusalemme, preservare l’identità storica, culturale e religiosa della città e porre fine all’occupazione israeliana dei territori dello Stato di Palestina.
Il Ministero ha ribadito che la capitale dello Stato di Palestina è Gerusalemme e ha sostenuto che le pratiche volte a modificare lo status e l’identità della città sono inaccettabili ai sensi del diritto internazionale.
Italy News Agency İtaly News Agency