Deniz polisinden Adalar çevresinde 'deniz taksi' denetimi

Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha richiamato l’attenzione, nella sua dichiarazione, sulle dimensioni umanitarie della deportazione avviata dal regime sovietico il 18 maggio 1944 e sui tentativi di cancellare l’identità dei tatari di Crimea.

Riferendosi all’anniversario della deportazione e al contesto storico, Sybiha ha dichiarato: «Oggi commemoriamo l’82° anniversario della deportazione forzata del popolo tataro di Crimea. Il 18 maggio 1944 il regime sovietico iniziò la deportazione di massa dell’intero popolo tataro di Crimea dalla propria patria. Centinaia di migliaia di persone furono espulse con la forza dalla Crimea.»

Sottolineando le perdite umane e la natura della tragedia, Sybiha ha affermato: «Migliaia di persone morirono a causa della fame, delle malattie, della stanchezza e delle condizioni disumane. Si trattò di un tentativo di cancellare un intero popolo, la sua identità, la sua cultura e la sua memoria storica. Questo fu un deliberato atto di genocidio contro il popolo indigeno della Crimea.»

Facendo riferimento anche alla situazione attuale e alla politica russa nei confronti della Crimea, Sybiha ha concluso: «Settant’anni dopo, nel 2014, la Russia ha riportato ancora una volta la repressione in Crimea.»

Italy News Agency İtaly News Agency

 

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