Abbas: Respingiamo le restrizioni sui visti imposte alla delegazione palestinese
New York, 24 settembre (Hibya) - Il presidente palestinese Mahmoud Abbas, intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU), ha criticato le restrizioni sui visti imposte alla delegazione palestinese e ha chiesto all’amministrazione statunitense di revocare sanzioni e restrizioni.
Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha dichiarato che, per il secondo anno consecutivo, alla delegazione palestinese non è stato consentito di ottenere i visti necessari per raggiungere New York e partecipare ai lavori dell’Assemblea generale dell’ONU. Definendo questa misura illegale e punitiva, Abbas ha affermato che respingono anche le accuse su cui tali provvedimenti si basano.
Abbas ha dichiarato che l’amministrazione palestinese sta adempiendo alle proprie responsabilità e agli obblighi previsti dalla soluzione dei due Stati, lontana dalla violenza e dal terrorismo, nonché dalle decisioni della legittimità internazionale.
Ha affermato che il popolo palestinese e la sua amministrazione non dovrebbero essere puniti per aver chiesto l’attuazione delle decisioni della Corte penale internazionale. Abbas ha sostenuto che impedire alla delegazione palestinese di raggiungere l’Assemblea generale dell’ONU significhi che gli Stati Uniti, in qualità di Paese ospitante, non stanno adempiendo alle proprie responsabilità previste dalla Carta delle Nazioni Unite. Ha quindi chiesto all’amministrazione statunitense di revocare sanzioni e restrizioni e ha invitato a tornare al dialogo e al rispetto reciproco.
Abbas ha dichiarato che la soluzione dei due Stati deve essere attuata lavorando insieme alla comunità internazionale e che le parti che scelgono la via diplomatica dovrebbero vedersi riconosciuti i propri diritti anziché essere punite.
Abbas ha affermato di parlare in uno dei periodi più pericolosi della storia del popolo palestinese e ha sostenuto che i palestinesi stanno attraversando una fase di ingiustizia storica, espulsione dalle proprie terre e dai propri luoghi di vita e privazione dei diritti alla libertà e all’autodeterminazione. Ha sostenuto che le azioni delle forze di occupazione israeliane, tra cui uccisioni, distruzioni, privazione di cibo ed espulsione dalle terre, hanno provocato una catastrofe umanitaria senza precedenti.
Abbas ha inoltre affermato che, oltre alle moschee e alle chiese, vengono presi di mira anche i bisogni essenziali per la vita, aggiungendo che gli insediamenti in Cisgiordania si stanno espandendo e che Gerusalemme è sempre più isolata.
Abbas ha accolto con favore i passi compiuti da 12 Stati a sostegno della soluzione dei due Stati e ha valutato positivamente anche i programmi di incontri del Regno Unito e del Canada. Ha sottolineato che sostengono inoltre gli sforzi relativi ai passi successivi alla riunione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con i Paesi arabi e islamici tenutasi a settembre.
Abbas ha sostenuto che le azioni di Israele per l’appropriazione delle terre non dovrebbero essere valutate separatamente, affermando che mirano a spezzare la resistenza del popolo palestinese. Ha dichiarato che l’amministrazione israeliana trattiene oltre 66 miliardi di dollari che, secondo lui, appartengono all’amministrazione palestinese, chiedendone l’immediato rilascio.
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