Rapporto dell'AIEA al Consiglio di Sicurezza dell'ONU sull'Iran: La diplomazia è possibile attraverso le ispezioni sul campo
New York, 27 ottobre (Hibya) - Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), nel suo intervento davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (ONU), ha chiesto la ripresa urgente delle ispezioni sul programma nucleare iraniano.
Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), Rafael Mariano Grossi, ha chiesto la ripresa urgente delle ispezioni sul programma nucleare iraniano durante il suo intervento davanti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Sottolineando che le soluzioni diplomatiche sono possibili soltanto attraverso verifiche tecniche sul campo, l'agenzia ha invitato le autorità iraniane a consentire il ritorno degli ispettori nel Paese.
Intervenendo alla riunione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU a New York, il direttore generale Grossi ha dichiarato che gli ispettori dell'AIEA, ritirati per motivi di sicurezza dopo l'inizio degli attacchi militari nel giugno 2025, sono pronti da mesi a riprendere le proprie attività.
Preoccupazione per 440 chilogrammi di uranio altamente arricchito
Grossi ha richiamato l'attenzione sull'incertezza riguardante le scorte di 440 chilogrammi di uranio altamente arricchito precedentemente dichiarate dall'Iran, sottolineando che agli ispettori dell'AIEA deve essere garantito con urgenza l'accesso agli impianti per verificare lo stato attuale di questo materiale.
Il direttore generale dell'AIEA ha evidenziato che le ispezioni negli impianti di arricchimento di Fordow, Natanz e Isfahan, nonché nel reattore ad acqua pesante di Khondab, colpiti dagli attacchi militari, sono state compromesse. Ha sottolineato che gli obblighi giuridici non possono essere sospesi unilateralmente. Grossi ha precisato che l'unica eccezione nel Paese è la centrale nucleare di Bushehr, dove le attività ispettive proseguono grazie a una cooperazione costruttiva.
«Nulla può sostituire l'accesso fisico e le ispezioni»
Grossi ha riferito che l'AIEA, attraverso satelliti e sistemi di monitoraggio, non ha rilevato attività di ricostruzione negli impianti danneggiati dagli attacchi del 2025 e del 2026. Tuttavia, ha sottolineato: «Nulla può sostituire l'accesso fisico agli impianti per verificare la situazione reale».
L'AIEA ha ricordato che l'«Accordo del Cairo», firmato con la mediazione dell'Egitto per mantenere aperto il canale diplomatico con l'Iran, offre una base pratica per il dialogo. L'agenzia ha espresso apprezzamento per gli sforzi di mediazione di Paesi come Oman, Pakistan, Qatar ed Egitto.
«Diplomazia e verifica tecnica sono l'unica via d'uscita»
Ricordando che il regime di non proliferazione delle armi nucleari costituisce un pilastro fondamentale della sicurezza internazionale, il direttore generale Grossi ha concluso il suo intervento con queste parole: «Nel lungo periodo, soltanto la diplomazia sostenuta dalle verifiche dell'AIEA può impedire la proliferazione delle armi nucleari, sia in Iran sia nel resto del mondo. L'AIEA è pronta a svolgere il proprio compito. Cogliamo questa opportunità».
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